La musa fragile

Chi era Gabriele Münter? Fino a qualche giorno fa, se qualcuno mi avesse fatto questa domanda, avrei farfugliato risposte tipo: “Beh… mmm… mi dice qualcosa, ma…. non saprei, ecco…”, precipitando così in un baratro di ignoranza. Per fortuna, l’altro ieri, mi è capitato di leggere un articolo sulla vita di questa interessante artista, divenuta celebre per aver vissuto con il pittore Vasilij Kandinskij per un lungo periodo. Fu la sua musa, la sua ispirazione, il “la” con cui accordare il proprio strumento creativo. Lei tedesca, lui russo, i due si conobbero alla scuola di Phalanx, istituto artistico avanguardista fondato a Monaco dallo stesso Kandinskij. Si frequentarono dal 1902 circa fino al 1915, instaurando gradualmente una relazione sentimentale e un sodalizio artistico che permise a entrambi di accrescere la propria pittura attraverso un reciproco ascendente: l’insegnante e l’alunna; il Maestro e la margherita.

Gabriele Münter

C’era solo un piccolo problema: Kandinskij era sposato con la cugina Anja, perciò i due erano costretti a brevi frequentazioni, lontano da occhi indescreti. Dalle numerose lettere che si spedirono settimana dopo settimana, emerge un progressivo avvicinamento fatto di tenere parole e scambi d’opinione. In una di queste lettere la Münter confessò al maestro il suo disperato bisogno d’affetto. Ecco quindi un’altro indizio che ci permette di far luce su questa figura romantica uscita da un romanzo d’appendice, destinata a una tragica fine proprio come un’eroina del passato. Fragile e insieme tenace, volitiva, prudente, ma, soprattutto, innamorata.

Il loro rapporto si intensificò nel 1908 durante un soggiorno a Murnau, dopo una lunga serie di viaggi voluti fortemente da Kandinskij ormai sempre più distante dalla moglie a cui era legato solo da un forte affetto. In Germania, Gabriele si dedicò interamente alla pittura (si dice che riuscisse a dipingere cinque paesaggi al giorno!), maturando così uno stile del tutto personale. Con Kandinskij al suo fianco, si  sentiva più forte e sicura. A sua volta ispirato dalla loro relazione, Kandinskij dipinse numerosi paesaggi caratterizzati da colori accesi, in cui compaiono i primi segni di quello stile pittorico che verrà poi sublimato dallo stesso Kansinskij e da Franz Marc nel movimento “Il cavaliere azzurro”. Pur seguendo due percorsi molto diversi (lui diretto verso un immaginario più astratto, quasi trascendentale; lei vicina a Cézanne e al mondo sensibile), i due artisti/amanti si scontrarono raramente e dimostrarono entrambi un’incontebile e appassionata creatività.

Uomo seduto al tavolo ovvero Kandinskij (Münter G., 1911)

Fin qui, direi una storia d’amore perfetta. Cuore e creatività uniti in due anime artistiche. Ma si sa, gli anni passano e non tutte le storie d’amore resistono all’impalcabile corruzione del tempo, specialmente se gli amanti sono due spiriti inquieti, costantemente alla ricerca di una personale evoluzione artistica. Senza che nessuno dei due se ne accorga, qualcosa spezza l’incatensimo e e l’interesse che un tempo l’uno nutriva per l’altra si sposta irrimediabilmente per entrambi verso il proprio Io.

Gabriele si scontrò con numerosi galleristi a causa del suo carattere intransigente e furono poche le occasioni per allestire una personale. Kandinskij la calmò più volte, suggerendole di indirizzare le sue energie sulla pittura. Ma dalle lettere datate 1913 si intuisce il progressivo disfacimento della coppia, già divisa da notevoli distanze geografiche. Era chiaro che Kandinskij non nutrisse più i sentimenti di un tempo e, allo scoppio della guerra, nel 1914, fu costretto a far ritorno a Mosca dove conobbe Nina Andreevskij, figlia di un ufficiale dello zar. I due si sposarono nel 1917 e Gabriele non lo vide mai più.

The end. Fine della storia.

Da sola Gabriele si diresse verso il nord e visse un lungo periodo di depressione. Durante gli anni ’20 dipinse quasi esclusivamente ritratti di donne colte in meditazione, magari sedute a riflettere davanti a una finestra o dentro un Cafè. Dai loro occhi emerge una struggente malinconia. Eesseri femminili condannati all’esilio dei rimpianti e alla solitudine. Gabriele morì nel 1962 proprio a Murnau, la città che vide fiorire l’amore fra lei e il suo amato maestro. Kandinskij era già morto qualche anno prima, nel 1944.

Breakfast of the birds (Münter, G,. 1934)

Dei due artisti restano solo le opere. Ma solo i quadri della Münter ci parlano della loro commovente storia, una storia che non tutti conoscono, utile a farci comprendere l’arte e il cuore di due grandi artisti.

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