Tragedia

Altolà!

Disse il teschio ad Amleto.

Hai intenzione di lasciarmi?

Di torturarmi?

Forse vuoi solo farti gioco di me…

(PAUSA)

Con le tue dita

che scavano

le mie orbite vuote.

Suvvia,

sei grandicello ormai.

Quali sogni potrai mai avere?

Quali velleità?

Povera Ofelia…

(PAUSA)

Il tempo

ha sgranchito

le mie ossa.

Le tempie

battono

ancora

(PAUSA)

Questo è il mio tempo.

Queste le mie membra!

Sei

e resterai

ciò che sei sempre stato:

un cocciuto.

Un edipico cacciatore di fantasmi.

Con la testa altrove,

dietro le cose

più grandi di te.

Perché non fai invece la tua mossa

al posto di tormentarmi

con i tuoi stupidi dilemmi.

 

Prendere

o lasciare,

questo è il problema.

 

Sarà come perderti

alla luce dell’alba.

Avrai in mano solo il mio scalpo.

Ti correrranno dietro,

ti batteranno forte.

Ti crocifiggeranno

– e non avrebbero poi tutti i torti…

Perciò dovrai correre.

Correre più forte che puoi.

Non li sopportano

i lagnosi.

Li affumicano per

poter piangere.

Se li fanno amici

e poi li umiliano.

Tu hai me, Amleto.

Quando mi guardi

osservi te stesso.

Non avrai scampo

(PAUSA)

 

 

 

 

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