Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -sesta e ultima parte-

25/8

Le giornate di ieri e di oggi sono risultate una più interessante dell’altra. Mi soffermerò sulla data odierna, poiché assai più vivace e non affatto prodiga di curiosità.

Irrobustiti da una buona colazione a base di latte e caffè nero, abbiamo visitato il museo “vivente” degli antichi mestieri manuali dove, solerti figuranti inscenavano abitudini e ritmi del lavoro ottocentesco. Il percorso si snoda fra una ventina di case di legno – la più vecchia risale al 1785. Il visitatore ha così l’opportunità di conoscere quello che può definirsi il “centro storico” di Turku rimasto intatto dopo il famoso incendio del 1827.

Il museo "vivente" dei mestieri

Alcune vecchie case del museo

Una delle stradine acciottolate del museo

L'interno della casa del pittore

Fra i figuranti annovero le filatrici di lana, la calzolaia, la sarta, lo stampatore di vecchie locandine e tanti altri. A una certa ora della giornata, nella piazza principale, viene solitamente inscenata una rappresentazione teatrale: un quadretto di vita quotidiana, edulcorato da brevi scenette simpatiche e istruttive. L’intento della mostra, infatti, è prettamente educativo. Pensate a quante cose abbiamo imparato scoprendo vecchi arnesi del passato, maneggiati con destrezza dagli abili attori, resi ancor più realistici dai tipici abiti dell’epoca. C’è da aggiungere che non tutti i figuranti hanno dimostrato la stessa loquacità, anzi, a dire il vero, alcuni di essi ci sono apparsi laconici o dotati di fin troppa burbanza.

Turku, il centro

Nel primo pomeriggio siamo passati dalla vecchia farmacia della città per comperare del buon salmiakki venduto in bustine di carta e preparato secondo tradizione. L’anziana farmacista, una donna corpulenta e dallo sguardo velatamente accusatorio, ci ha accolto con alterigia e la nostra visita è iniziata. La farmacia sorge di fianco all’elegante magione del dottor Popper, farmacista e untore di Turku. Spaziosa e arredata in stile settecentesco, l’abitazione accoglie numerosi visitatori provenienti da ogni parte del mondo che, come noi, non possono non trasecolare di fronte a un luogo la cui storia trasuda da ogni parete. Appesi al muro del laboratorio farmacologico, ampolle e misteriosi attrezzi scientifici, pozioni taumaturgiche, e perfino rane e vipere perfettamente conservate in barattoli colmi di formalina. Non ho potuto fare a meno di notare lo sguardo febbrile con cui mia moglie osservava quelle bizzarrie. I suoi occhietti scrutavano avidamente la teca; la bocca torta in una smorfia diabolica. Giratasi di scatto verso di me ha poi sfoggiato un candido sorriso amorevole. Sono sempre più convinto che sia folle e a stento nascondo i miei turbamenti. Che gran scossone mi sono preso quando, svoltando un angolo, ho scorto il manichino raffigurante la figlia del dottor Popper posta strategicamente di schiena, davanti alla finestra, intenta a suonare il suo strumento musicale. Per fortuna avevo mia moglie al mio fianco; mi ha sostenuto come poteva e grazie a dei sali mi sono prontamente ripreso.

Un negozio carino e affabile

Il pomeriggio è stato di acquisti per le vie centrali della città. Spostandoci da un mercatino delle pulci all’altro abbiamo comperato abiti vintage e qualche culo di legno da porre sulla scrivania o sul patio di casa. Le loro rotondità sono scolpite ad arte. Che simpatiche stranezze!

La nostra lunga camminata ci ha sfiancati. Ristorati da un’ottima cena ce ne andiamo a letto mentre io, colto da un’irrefrenabile voglia, accarezzo con cura il mio nuovo culo di legno appoggiato sul comodino.

Chissà quali cari sogni mi regalerà…

Sogno

28/08

Siamo in cammino verso casa. Ebbene si, il nostro viaggio attraverso le terre finlandesi volge infallantemente al termine. E’ davvero un peccato lasciare quei magici luoghi fertili di cotanta cultura, dove civilità e natura si sposano a maraviglia in un unicum corpus amaenus (?). Nei due giorni precedenti abbiamo passeggiato per le vie di Turku direzionando il nostro sguardo in lungo e in largo; soprattutto di sera, quando le strade, crogiuolo di felicità, pullulano di vita e, mi rincresce dirlo, financo di ebrezza alcolica. Non ne avevo idea, ma pare che i finlandesi (non tutti certamente…) abbiano un’ipertrofica predilizione per vino, birra e per quant’altro contenga alcool. A vederli camminare tutti sciancati, ebbri e ridanciani, viene quasi da pensare che ostentino l’atto dell’ubriacarsi, affettando pose e atteggiamenti euforici. Ubriacarsi fa parte del loro stile di vita. Certo, è senza dubbio eccitante inebriarsi assieme ad amici e parenti, ma tracannare ostinatamente litri di Margaritas o di Manhattan fino a perdere ogni senso del pudore, a lungo andare risulta disdicevole se non addirittura, alquanto imbarazzante. Mia moglie ha sentito dire a una ragazzina, e cito: “Non so se devo bere di più o di meno… non ci capisco più niente”. Comunque, visto che era nostra intenzione seguire le attitudini del luogo, io e mia moglie abbiamo cominciato a darci dentro. Dopo pochi minuti ciondolavamo come sacchi di frumento. Che magnifica serata!

Gira gira sole

L'alce

Oche finniche

Papere finniche dal colorato piumaggio

Passerotti finnici

Lo scoiattolo e la ghiandina

La sera successiva, però, non si è trasformata in una mera parata di alcolizzati. Lo spettacolo di danza allestito sul canale di Turku è stato a dir poco emozionante. Siamo rimasti piacevolemente sconvolti dalla bravura dei ballerini: appesi a drappi colorati volteggiavano come uccelli nel cielo notturno. Fra danze aeree e fuochi pirotecnici, Turku ci ha irretiti al pari di un romantico bacio scambiato in riva al mare.

Uno dei velieri della regata di Turku

La vecchia prora di una nave risalente al 1700

Adesso, a bordo del nostro dirigibile, ci apprestiamo a tornare verso la nostra cara Italia, terra di storia e di profumi. Speriamo di non ritrovare quei compaesani saliti con noi sul dirigibile, sempre pronti a urlare e a ciangottare e a spingersi, incapaci di distinguere una fila da una ridda di braccia e gambe. Salire sull’autoveicolo a motore assieme ai nostri connazionali in preda all’ansia di accaparrarsi un posto, ciarlando frasi sconnesse a destra e a manca, ci ha disgustati. E pensare che in Finlandia fanno addirittura la fila per salire sui mezzi pubblici… C’è voluta tutta la pazienza e l’inestinguibile sostegno di mia moglie per farmi calmare.

Mia moglie è pazza?

O forse no?

Più la guardo e più l’adoro, nonostante talvolta mi osservi fissamente digrignando i denti o sorridendomi in modo ambiguo. Temo per la mia incolumità. Ma come posso non amarla? Cosa farei senza di lei? Durante questi giorni poi mi ha aiutato con l’idioma, mi ha insegnato a pronunziare i complessi nomi delle strade, dei negozi. Non posso dimenticare i suoi preziosi suggerimenti circa un paio di occhiali giganti, comperati in un grande ricovero di chincaglierie, con cui mi presenterò domani in ufficio.

Occhiali arancio

Con quest’ultima riga concludo il nostro diario di viaggio. Finlandia, arrivederci a presto. Almeno per adesso, speriamo di ritrovarci in sogno.

Noi due

FINE

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