Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -quarta parte-

20/08

La giornata di oggi è stata certamente una delle più rilassanti da quando siamo giunti al nostro caro lido distante, miglia e miglia dal caotico mondo suburbano. Una leggera pioggerella picchiettava con insistenza alla finestra, perciò, avvolti dalle coperte e intabarrati fino al naso, mia moglie ed io ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di prendercela comoda, coccolati dal tepore della camera da letto e dagli armoniosi suoni faunistici. Dopo una succulenta colazione a base di frittelle preparate, come altri straordinari manicaretti, dalle abili mani di mia moglie, mi sono allontanato per qualche minuto in cerca di susine selvatiche. Colto da un’istintiva curiosità per alcune susine appese ai rami più alti di un gracile albero, sono scivolato fragorosamente lungo un declivio screziato da larghe macchie di borracina. Ruzzolando come una slavina impazzita, ho battuto il deretano graffiandomi il gomito e financo una tempia, cosa che per qualche secondo mi ha fatto perdere conoscenza. Attirata da urla e da alcune salaci e prosaiche imprecazioni, la mia premurosa compagna mi ha tratto in salvo, impedendo così un sicuro dissanguamento.

Volgarmente parlando, Mercurio Cromo

Prontamente ha nettato le ampie ferite riportate al gomito con della Merbromina (dibromoidrossimercurifluoresceina), conosciuta anche come “Mercurio Cromo”. Poi, con un bacino, mi ha fatto passare di colpo l’indolenzimento alla tempia e, infine, mi ha rispedito fuori con una sonora sculacciata. Prima che richiudesse la porta alle spalle ho avuto l’impressione di sentirla mormorare delle frasi sconnesse, arcaiche, pronunziate con una voce cupa e profonda. Non so, a volte quando la sorprendo mentre trita il cibo, aiutandosi con una lama affilata, scorgo nel suo volto un sorriso sardonico, frutto di un’espressione folle e dissennata, quasi come se godesse nel tranciare e smembrare la carne scaraventata sul tagliere. Sarà pericoloso lasciarla sola con tutte quelle lame puntute? Afflitto da simili domande ho proseguito il giro per il boschetto. Improvvisamente un simpatico scoiattolo ha attirato la mia attenzione saltellando spensierato da un ramo all’altro di un alta betulla. Che bello seguirlo attentamente nelle sue danze aeree, caratterizzate da piroette e saltapicchi degni di un “misirizzi”.

Dettaglio dello scivoloso scoglio da cui precipitai

Filiformi

Uno sciame impazzito di moscini

La cena è stata dir poco luculliana: frittelle con marmellata di acero e una speciale salsa di mele cucinata da mia moglie. Una vera goduria per chi ha un palato fine come me. Fra un lauto pranzo a base di pasta ai funghi e una cena sì grave, non vi dico la portata dei borborigmi che ci hanno accompagnato per tutta la sera… Verso mezzanotte è partito un vero e proprio concerto di rumorosissime flautolenze, alcune davvero imbarazzanti. Che gioia e che risate nello sparararle a destra e a manca.

Mi mancherà questo posto, lo sento. Un nido d’amore e di piacevole solitudine.

21 e 22/08

Oggi, sento scorrere nelle mie membra un poco di mestizia. I nostri giorni passati in totale isolamento immersi nella natura sono, ahimè, terminati. E’ stata dura ieri dover partire con la consapevolezza di lasciare una volta per tutte quel paradiso terrestre, entrato nella mia vita con una simile irruenza emotiva, tale da farmi innamorare dei suoni e dei colori del bosco.

Il tempo era buono e la brezza leggera increspava l’acqua, invitandoci a salpare. Eravamo pronti per partire quando, d’un tratto, un miraggio. Giunse senza preavviso, silenzioso. La sua lunga ombra oscurò il moletto e un cappio di iuta resistente, lanciato da un forte braccio, disegnò una precisa trettoria nell’aria centrando perfettamente la bitta di legno del porticciolo. Con la coda dell’occhio, vidi la prora di un lungo veliero fendere le onde del mare. Trasecolai, incantato da quella sorprendente visione. Si trattava di Jouko e Sinikka, lo zia e la zia di mia moglie, venuti a trovarci per un rapido saluto. Richiamata mia moglie a gran voce, mi presentai ai due finnici lupi di mare, cercando di velare quell’imbarazzo dovuto alla mia totale ignoranza della lingua. Jouko è un uomo robusto, alto, occhi cerulei e grandi mani callose per i tanti anni di navigazione. Finalmente l’uno prospiciente l’altro ci siamo guardati con orgoglio e fierezza e, come da tradizione finlandese, ci siamo abbracciati stringendoci la mano come segno di sobria ammirazione. Peccato non poter parlare: io non conosco la sua lingua e lui non conosce né la mia né il britannico. Per fortuna, l’internazionale linguaggio dei gesti e dei sorrisi ci è venuto incontro permettendoci così di comunicare senza troppe preoccupazioni.

Dopo una comunitaria raccolta di mele selvatiche e un buon caffè caldo, i due sono ripartiti per nuove straordinarie avventure marinaresche lungo il nordico pelago. Anche noi, a bordo del nostro imbarcadero, abbiamo affrontato il tratto costiero che per questi giorni ci ha separati dalla terra ferma. Un ultimo sguardo elegiaco rivolto a Mökki e via. Addio.

Me e Mökki

Una mongolfiera ha salutato il nostro ritorno in città

Un leprotto finlandese avvistato sul ciglio della strada

Gravati da zaini e da una caterba di mele donateci dagli zii, ci siamo lasciati l’isolotto alle spalle per far ritorno a Turku, e più precisamente al quartiere di Uittamo, da cui adesso sto scrivendo, con il braccio ancora indolenzito dalla caduta. Come se non bastasse mia moglie mi ha costretto a pelare e triturare un migliaio di piccole mele selvatiche. Avremo impiegato tre clessidre da un’ora l’una in tale operazione.

A sbucciar mele

Son venuti fuori una settantina di barattoli di marmellata dolce come solo le mele sanno essere. Ho già l’acquolina in bocca. Non vedo l’ora di svuotare quei barattoli fino a raschiarne il fondo e lanciarmi in una Nonsa Sinfonia di sonore flautolenze notturne. Mia moglie le ascolterà estasiata, ne sono certo.

A Turku

L’isola è ormai remota, distante da noi miglia e miglia; ma il nostro cuore riposa ancora là.

Adesso ci aspetta Turku e la sua magia urbana.

Annunci

1 Commento

Archiviato in Riflessioni

Una risposta a “Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -quarta parte-

  1. ho guardato solo le foto e senza aver letto nulla – quindi magari una spiegazione più seria c’è – arrivato a Turku mi son detto:”che imbecille!” 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...