Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -terza parte-

18/08

Oggi è stata una splendida giornata di pesca. Aiutati da una luminosa giornata di sole, seduti sul moletto di legno, con la canna ben stretta fra le mani, abbiamo trascorso qualche ora in completo rilassamento. Anche se i pesci tratti dalle acque verdastre del mare non erano affatto commestibili, piccoli e viscidi, disdegnati financo dai gabbiani, è stato pur sempre interessante studiarne la forma delle squame, i tratti, i colori e, dacché sono un esperto nel campo della catalogazione animale, il phylum e la specie.

Roccie adiacenti al moletto

Mia moglie, di origine controllata finlandese, mi ha insegnato qualche nome, ma solo uno ha incuriosito il mio immaginario; un nome carico di storia e potenza: Lahna. Così si chiama uno dei pesci più grossi e saporiti del tratto di mare che costeggia il sud della Finlandia. Per pescarlo occorrono pazienza, una buona dose di coraggio e una non trascurabile forza fisica.

Un esemplare di Lahna appena pescato

Con lo sguardo fisso sullo specchio d’acqua, osservavo gli impercettibili movimenti della lenza dovuti ai prudenti “morsetti” del Lahna, pesce assai scaltro oltreché energico. Sia a me che a mia moglie è sfuggito più di una volta. Uno di questi giorni, ne sono certo, lo acciufferò e banchetterò con le sue carni. Che io sia un fellone se così non sarà.

Dopo pranzo, però, una violenta grandinata ci ha colti di sorpresa. Fino a pochi minuti prima l’alta palla di fuoco primeggiava vittorioso nel cielo; adesso, una coltre di nubi, foriere di pioggia imminente, avventatasi su di esso lo celava tosto ai nostri occhi. Improvvisi temporali o scrosci d’acqua, non sono rari in questa zona; i finlandesi lo sanno e, proprio per questo, trasecolano né più né meno dinanzi a simili cambiamenti atmosferici.

La grandine colpisce un delicato fiorellino

Dal mio canto, sono rimasto impressionato dalla quantità e dalla grandezza dei chicchi di ghiaccio caduti imperiosamente dal cielo. Quella rumorosa gragnola di copi mi ha quasi spaventato. Non posso dire altreattanto di mia moglie, uscita sul patio per scattare foto all’albumina al fine di immortalarne la portata.

Chicchi grossi come confetti

L'eburnea grandine sul verde manto dell'erba

La fine della pioggia

Il riposo della grandine

Senza perderci d’animo, abbiamo acceso il camino posto in sala con l’aiuto di aghi di pino, legni e legnetti che avevamo raccolto provvidenzialmente nei giorni precedenti. Il rassicurante schioppettio dei grossi cioppi di legno dati in pasto alle fiamme ci ha rimessi in forze, donandoci quell’energia di cui avevamo bisogno per tornare a pescare più arzilli che mai, una volta dissipate le nubi.

Alle prese col camino

Dal compost abbiamo scovato qualche baco da sego – ottime esche per dei pesci affamati dopo le grandi pioggie; dopodiché, gettate in acqua le lenze appetitose, siamo rimasti seduti sul pontile fino a sera. Mia moglie ha poi apparecchiato la tavola al cui centro campeggiava una florida cornucopia, come augurio di abbondanza e di felicità. Eppure su quel convivio riccamente addobbato mancava qualcosa… Un piatto era vuoto. Dannato Lahna, giuro su questa tavola che ti acciufferò, prima o poi.

La pesca

 

19/08

Urrà! Ce l’ho fatta! Ho pescato quel dannato Lahna. La lotta è stata ardua, ma alla fine la ragione ha avuto la meglio sulla natura. Dapprima l’ho lasciato fare, dandogli tempo, facendogli credere di potersi cibare dell’esca senza fretta o pericolo; poi, poco per volta, ho iniziato a spostare la lenza, allontanando il bachino dalle fauci dell’ingordo e lasciando che vi si avventasse più affamato di prima. Una volta affondato il galleggiante e percepiti i primi strattoni, ho tirato con tutte le mie forze verso l’alto, e di colpo, sono rimasto esterrefatto dalla mole della mia preda. La canna, piegata dal peso agganciato all’amo, sembrava sul punto di spezzarsi da un momento all’altro mentre il pesce, lucido e guizzante, si agitava come un ossesso, mostrandosi ai nostri occhi in tutta la sua munifica grandezza. “Ha abboccato!” ho gridato col cuore in gola. Giunta in mio soccorso, mia moglie ha afferrato prontamente la cima della lenza per poi adagiare il corpo del pescione sul pontile; sfilatogli l’amo dalla bocca ha iniziato la procedura di pulizia, nonostante i poderosi colpi di pinna del malcapitato. Povera cara, non riusciva proprio a tenerlo fermo con tutti quei salterelli. Per non parlare della pelle, così viscida e scivolosa da sgusciar via dalle mani come un pezzo di ghiaccio. Dopo averlo sventrato e svuotato delle viscere, la mia compagna mi ha mostrato, dalla sua mano, un piccolo cuore ancora pulsante. Batteva debolmente, estirpato dalla sua calda nicchia corporea. Mia moglie lo indicava febbrilmente, con uno sguardo lunatico e sanguinario che mi ha turbato non poco, e devo ammettere che ancora oggi, quando ci ripenso, sento un brivido percorrermi la schiena… E’ pazza, forse?

Dopo una placida sauna ricostituente, ci siamo scolati due gelide bottiglie di sidro per stemperare la sensazione di caldo emanata dal vapore delle pietre bollenti cosparse d’acqua fredda. In Finlandia, infatti, il contrasto caldo-freddo è assai apprezzato. Pensate che in villeggiatura, i finlandesi, una volta terminata la sauna, una vera istituzione per loro, usata perfino come luogo d’incontro per discussioni di lavoro, ebbene, usciti da quella canicola, corrono a tuffarsi nelle gelide acque del mare. Evidentemente, il brusco passaggio da una temperatura estrema all’altra, genera in loro una piacevole sensazione di refrigerio.

Il cartello che indica il luogo dove attraccare in caso di vento

Il secondo molo dall'altra parte dell'isolotto

Il canneto, dimora di molti Lahna

Affumicato il Lahna, ce lo siamo divorati avidamente, accompgnando il tutto con salisicce e patate. Rircordo ancora lo sfrigolio del sugo sulla pentola… una vera delizia per dei palati sopraffini come noi. La mia compagna è decisamente un’ottima cuoca. La pasta al salmone preparata a pranzo mi ha conquistato al primo assaggio; e ancora deve preparare la sua impareggiabile pasta ai funghi. Non vedo l’ora.

Il sentiero

Un simpatico scoiattolo

Degna di nota, la passeggiata nel bosco di Mökki. Le alte fronde degli alberi, i misteriosi fruscii della natura, i cinguettii degli uccelletti, le diverse gradazioni del verde. Ogni cosa è animata di vita propria e al contempo parte di un unico mondo simbiotico. Qui c’è pace e serenità.

Un esserino dal guscio screziato

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