Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -seconda parte-

Ecco la seconda parte delle avventure della coppia di viaggiatori il cui diario finì tempo fa fra le mie mani. Il loro fu un viaggio così interessante da doverlo condividere con voi.

Buona lettura

17/8

Oggi, la mia dolce compagna ed io, abbiamo raggiunto uno dei tanti isolotti a sud della costa di Turku dove sorge la casa della famiglia di mia moglie – nonché suo affezionatissimo luogo d’infanzia. Costruita anni or sono dal nonno, Mökki (il corrispettivo finlandese della nostra “casa di campagna” o “casetta estiva”) è un lussureggiante locus amaenus immerso nella selvaggia natura finnica, distante dai rumori e dal frastuono cittadino.

Dall'imbarcazione a motore

Il magnifico scenario finnico

Ma andiamo con calma. Principiamo.

Grazie a un sonno corroborante, ci siamo svegliati carichi di energia, garruli e febbrili come due bambinetti in procinto di giocare con la porporina. La sorella di mia moglie e le sue simpatiche amiche sono andate via all’alba, bagnate da una sottile luce diafana. Dopo averle salutate fra lacrime e risa isteriche, abbiamo incontrato la zia Sinikka, una donna forte, dalla corporatura robusta, sempre pronta ad abbracciarci con calore. Con grande operosità, ci ha aiutati a sistemare le provvigioni visto che resteremo a Mökki per i prossimi nove giorni, abbandonati al silenzio della natura, isolati dal resto del mondo, lontani dalla turpe vita suburbana, causa di ansie fisiche e mentali. Giunti al barcadero, Sinikka ci ha insegnato come guidare la piccola barca a motore, unico nostro mezzo per affrontare le gelide acque del lago al ritorno.

Dalla barca

La traversata è andata piuttosto bene, a parte un terrificante momento in cui mia moglie, alla guida del battello, sobbarcata emotivamente da una sì grave responsabilità, ha perduto per un attimo la presa del motore. La barca si è inclinata pericolosamente sulla destra, col rischio di ribaltarsi assieme allle provviste e al suo prezioso carico umano. Un’improvvisa flussione sanguigna mi ha stordito non poco. Per fortuna, la pronta Sinikka ha evitato il peggio virando con forza verso sinistra e permettendo così un graduale rallentamento. Ci siamo salvati per un pelo, ma ancora oggi se rimembro la scena sento raggelarmi i polsi. Io, seduto in cassetta, giunti in prossimità del molo mi sono dato da fare per attraccare la barca con le due robuste funi consegnatemi dall’esperta traghettatrice. Dopo alcuni lunghissimi minuti, sudato di strizzo e sordo agli ordini di Sinikka, ingiunti non solo in una lingua a me sconosciuta, ma anche con furore, a causa della delicata situazione in cui ci trovavamo (bastava infatti una leggera spinta di troppo per allontanarci dal molo), ebbene, solo dopo un po’di tempo sono riuscito a legare le funi al perno, urlando al vento pazzoidi vaniloqui che non mi hanno messo certo in buona luce dinanzi alla zia.

Il famigerato moletto

Mökki

Dalla finestra

La grande casa di legno, composta da sole tre stanze, salone, cucina e camera da letto – il bagno è posto fuori, come da tradizione nordica -, è stata costruita a mano dal nonno di mia moglie all’inizio degli anni ’60, dopo che un tremendo incendio distrusse la prima versione ancor più vetusta. Sono rimasto sbalordito dalla precisione del progetto e ancor di più dalle conoscenze architettoniche di quell’uomo. Anche se invero non c’è da maravigliarsi: ai tempi in Finlandia era consuetudine costruirsi da soli le Mökki per poi portarvi la famiglia e i nipotini durante il fine settimana.

La selva

Uno dei numerosi meli finlandesi

Intorno alla casa sorge un magnifico bosco di betulle, costellato di “scogli” ovvero grossi sassi rupestri screziati di verde borraccina.

Verde borraccina

Alcune meravigliose foto di mia moglie

Alcune meravigliose foto di mia moglie

Alcune meravigliose foto di mia moglie

Alcune meravigliose foto di mia moglie

Per mia moglie il luogo è carico di ricordi, affezionata com’era a Pappa (così chiamano il nonno), e ogni tanto la scorgo in lontananza mentre rievoca chissà quali spensierati avvenimenti, passati assieme alla famiglia. Più la guardo e più continuo a innamorarmi… Domani però sono certo che sarà una splendida giornata, priva di mestizia. Ci divertiremo a pescare insieme; ci abbandoneremo ai taumaturgici fumi della sauna; raccoglieremo la legna per il camino e faremo lunghe camminate per il bosco. “Cavalcherò” Valaskala Kallio, lo scoglio a forma di balena situato proprio davanti alla piccola finestra della camera da letto. Come un moderno Achab, griderò frasi insensate ai quattro venti, avvinghiato alla sua groppa.

Dall'alto della casa

Riaccomapagnata Sinikka, finalmente soli, ci siamo goduti l’isolotto, cullati dal soave rumore del mare. La serica luce del tramonto ha reso la vista ancor più poetica. Qui tutto è bellissimo. Perfino il bagno, un casottino di legno abitato da ragni e insetti stecco, ubicato a pochi passi dalla casetta, esercita su di me un notevole ascendente, al punto che, già adesso mentre scrivo, sento l’urgenza di liberarmi di un “peso”.

I servizi igenici in mezzo al bosco

Lo studiolo

Scrivere, vivere per i boschi come un dio Pan o, senza esagerare, come quello scrittore americano che si isolò dal resto del paese e visse in una capanna scrivendo e coltivando, ecco, vivere così è per me un’esperienza nuova ed eccitante. Respirare il bosco, gli alberi, il muschio che cresce sempre a nord, il cielo, il sole, la luna…

Qui tutto è interpretabile, e ogni cosa condivisibile.

Ancora Mökki

Buonanotte

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