Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -prima parte-

Rufolando fra gli scaffali di un mercatino delle pulci mi sono imbattuto in un vecchio diario di un’anonima coppia di viaggiatori, infatti il nome dei due coniugi non compare mai. E’ stato proprio questo dettaglio a convincermi a comprarlo. So benissimo che leggere (e pubblicare) le pagine di un diario altrui non sia un gesto nobile, al contrario. Eppure sento di dover nobilitare questi due personaggi dimenticati dal tempo, figli della Storia, riportando sul mio blog le loro memorie di un lungo viaggio in Finlandia, avvenuto chissà quanti anni fa. A giudicare dal linguaggio attribuirei il diario a tempi non tanto remoti, ma le foto sembrano scattate di recente. C’è grande mistero attorno a quest’opera. Seguite le loro vicende e resterete sorpresi.

DIARIO DI UNA COPPIA IN VIAGGIO: FINLANDIA, MAGICA TERRA

prima parte

15/08

Dopo un viaggio di quasi tre ore, io e mia moglie, partiti da Pisa nel pomeriggio, siamo finalmente giunti a Tampere. La florida cittadina finlandese sorge a sud, circondata da innumerevoli laghi che in Finlandia chiamano jarvet. Vista dall’alto, la città appare architettonicamente ordinata e assai pulita. Per noi, abituati a scorgere sporcizia e zozzume a ogni angolo della città, è stato come approdare in un luogo ideale. Dall’alto della torre panoramica che sovrasta tutta Tampere abbiamo l’impressione di osservare un plastico urbano fatto di strade e case minuscole. La luce vespertina e il cielo plumbeo foriero di pioggia rendono ancor più suggestiva la nostra splendida epifania.

La città di Tampere vista dall’alto della torre

Dietro i tetti delle case colorate, oltre le sponde dei laghi, spuntano le cime aguzze delle betulle e degli abeti sparsi qua e là. Già, perché in Finlandia natura e civiltà convivono pacificamente e i suoi abitanti ci hanno dato più volte dimostrazione di un notevole rispetto verso l’ambiente. Il parco di Pyynikin Luonnonsuojelualue (uno dei posti dal nome più lungo del mondo dopo la famosa cittadina gallese di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch, piazzata al terzo posto in classifica) si sviluppa in mezzo al traffico cittadino e, benché la città circondi la zona, una volta immersi nel verde i fastidiosi clacson bitonali e i motori a scoppio svaniscono nel nulla, soverchiati dal rumore delle fronde degli alberi tormentate dal vento e dal soave sciaquettio prodotto dalle acqua del lago che si riversano sulla costa rocciosa.

Parco dal nome impronunziabile

Sul lago

Parco con statua

Dopo qualche divertentissime ore passate sull’altalena del parco, prendiamo l’ultimo autobus per Turku, la vecchia capitale, dove alloggeremo per i prossimi giorni e dove ci attendono, con poca trepidazione, la sorella di mia moglie e le sue amiche.

Che allegria l’altalena!

Oh, mia moglie ha appena intravisto un cerbiatto dal finestrino dell’autobus in corsa…quale gioia! Non ci sono punto abituato. Sono come un bambino eccitato: urlo, sbraccio, volo via i pantaloni dalla gioia per un non nulla. Mia moglie mi ama e mi sopporta, lo vedo da come mi guarda e mi sorride.

Corri autobus, fà presto! Turku ci aspetta.

Ps: non vi dico da quale piacevole stupore sono stato colto appena ho visto un gruppo di persone disporsi ordinatamente in fila, prima di salire sulla corriera. Avvezzo alla torma di passeggeri che in Italia, ogni giorno, prende d’assalto i mezzi pubblici come un branco di bestie impazzite, beh, non posso nascondervi che inizialmente ho trovato questa loro consuetudine un tantino esagerata. Solo dopo averne preso parte, dimentico della quotidiana ridda di corpi umani dinanzi alla fermata dell’autobus, mi sono reso conto di quanto la fila sia una pratica civile che da noi deve ancora essere compresa.

La fila civile

16/08

Siamo arrivati a Turku! Ieri sera abbiamo cenato a casa di mia moglie e di sua sorella. L’abitazione, confortevole e accogliente, è di proprietà dei parenti di mia moglie e sua sorella e le due amiche condivideranno con noi lo stesso tetto ancora per qualche giorno. Dopo aver ricoverato gli oggetti personali in camera, ho fatto un breve giro delle stanze, tanto per farmi un’idea. La casa è in perfetto stile finlandese: riposante, caratterizzata da un arredamento sobrio e da una poltrona squisitamente comoda. Per i finlandesi la comodità viene prima di tutto, perfino nell’abbigliamento.

In camera

Può capitare, infatti, di vedere passeggiare per strada persone vestite in modo bizzarro. Ognuno si veste come vuole purché si sente a proprio agio. Questa consuetudine, per niente esecrabile, rende la maggior parte dei finalndesi poco inclini a farsi ingabbiare dalle rigide sbarre della moda mondiale. Dopo un’abbondante colazione a base di caffè, biscotti, cereali e yogurt che in Finlandia viene confezionato nello stesso modo in cui noi confezioniamo il latte, ovvero nel cartone, siamo usciti presto per visitare il castello di Turku risalente al 1280 quando la città era dominata da un certo Re Gustav. Nel 1300 un incedio in larga scala lo ha distrutto quasi del tutto, ma è stato prontamente ricostruito, restituendo a esso l’antico aspetto imponente e austero.

Il castello

Il Finestrone

Il castello e i suoi visitatori

Il castello ricostruito con mattoncini colorati

E’ stato a dir poco emozionante ripercorrere in silenzio i suoi angusti corridoi, le numerose stanze vestuste il cui pungente odore di umidità  ci accompagna fino alla fine della nostra visita. Giunti all’immancabile negozietto di souvenir e “memorabilia”, come ama definirli mio nipote Sandrino, ci siamo divertiti alquanto indossando maglie di ferro, corpetti e vecchi elmi che per un attimo ci hanno fatto sentire parte di un’arcaica umana semenza medievale.

Vestiti da guerrieri

Il pranzo, a base di polpette e patate acquistate al Market hall nel centro di Turku, è stato ottimo. Eravamo satolli. Perfino io, assurto a leggenda come divoratore folle, flagello di cene luculliane, sono stato incapace, ormai privo di forze, di terminare il convito con la mia celebre “scarpetta”, raschiando il fondo del tegame intriso di sugo e condimento. Prima di andare a letto sono stato costretto a lambiccarmi il cervello per trovare il modo di ricaricare il fido ricevitore auditivo in quei giorni difettoso nella fase di ricarica. Un fastidioso contatto non permetteva il rinnovo della cosidetta “batteria”. Ho dovuto ingarbugliare fili, intagliare legni, annodare, disfare, costruire e alla fine sono riuscito a ottenere un incastro perfetto.

Incastri

L’ora è tarda. Abbracciato a mia moglie, spengo la luce. Chissà che giornata prodiga di emozoni ci attenderà domani…

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4 commenti

Archiviato in Riflessioni

4 risposte a “Diario di una coppia in viaggio: Finlandia, magica terra -prima parte-

  1. Ma saranno mica pisani sti due?

  2. ma boh, dalle facce si direbbe il contrario…
    😀

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