E così ancora un’altra

Seduta sul marciapiede,

con un copricapo in testa

e

un logoro zaino gettato

da una parte,

una donna dal

volto bruciato

dal sole

finisce la sua sigaretta.

 

Inesorabilmente si

consuma tra le dita.

 

Studia il mondo

là fuori,

come se questo

non esistesse.

E in effetti

a guardarlo bene

anche a me sembra

sparire

inghiottito

dal volgare

riflusso umano

che

tutto sa

e tutto consuma.

 

Ha il volto solcato

da rughe finissime,

appena percettibili.

 

Il suo sguardo

è un abisso.

 

Al punto che

ho paura di

fissarlo.

Ma DEVO farlo.

Devo capire.

 

In un attimo

i nostri occhi

s’incrociano.

Così le sorrido.

Lei ricambia,

strizzando

l’occhio.

 

Si porta la sigaretta

alle labbra.

Torna a fissare il

vuoto

davanti a sé.

 

Ci dividono solo

un vetro sudicio

e due esistenze

differenti.

 

Eppure

siamo così dannatamente vicini…

 

L’autobus

riprende la sua corsa.

La donna

resta immobile.

 

Saluto un’altra vita

appena sfiorata

in un mondo che

non le appartiene.

Tantomeno

a me.

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3 commenti

Archiviato in Poesie

3 risposte a “E così ancora un’altra

  1. Anime sconosciute attraverso uno sguardo di vita
    Un sorriso
    Ombre

  2. Ciao Filippo,
    non ricordo quanti anni hai, ma devi avere più o meno l’età di quando anch’io scrivevo poesie. Leggendo questa tua mi è venuta in mente qualche riga che avevo scritto molti anni fa (nel 2000!) osservando una signora in piazza grande che fumava. L’ho ritrovata, te la scrivo qui. Mi sembra ci sia una qualche attinenza. Ciao. Emiliano.

    C’è una signora avrà cinquant’anni
    si passa la mano sul viso
    è in piedi
    fuma come un turco
    la cenere per miracolo
    non le cade rimane
    in bilico sulla sigaretta
    e lei
    gira in tondo col suo vestito
    giallo arancio e rosso
    fa pendant con le sue gote
    colorite
    di pazza.

    • Ciao Emi. Si, è vero. Non sono poi così lontane. Il tuo è un quadro di vita preciso e curato. Mi è piaciuta subito. La mia invece la scrissi a Roma mentre aspettavo che l’autobus ripartisse. C’era questa signora trasandata che fumava con lo sguardo perso, ma non del tutto. Fu uno spettacolo. Ah, cmq ho 29 anni! Ciaoo

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