Il nuovo From the basement dei Radiohead

I Radiohead tornano a far parlare di sé con l’attesissima performance live girata negli studi di “From the Basement”, broadcast ideato dal produttore Nigel Godrich (Radiohead, Beck, Travis). L’evento è stato trasmesso in tutto il mondo dal canale satellitare della BBC, Worldwide. La band di Oxford esegue, per la prima volta in assoluto, l’intera tracklist dell’ultimo album “The King of Limbs”, uscito a sorpresa pochi mesi fa. Fin dalle prime inquadrature s’intuisce l’enorme lavoro che ha permesso le riprese del concerto: più di sette cineprese, tra fisse e mobili, piazzate in un ambiente il cui pavimento appare completamente tappezzato di cavi, pedali, accordatori; un intricato percorso a ostacoli su cui anche Thom Yorke rischia di inciampare durante l’esecuzione di un brano. Il gruppo parte con “Bloom”, il pezzo d’apertura del nuovo disco. Il chitarrista Jonny Greenwood è ai timpani a rafforzare la forsennata base ritmica affidata al batterista Phil Selwey e al nuovo percussionista, Clive Deamer (Portishead, Roni Size). Tra basi, campionamenti e riff di chitarre il gruppo sembra decisamente a suo agio. Dopo l’esplosiva “Feral”, elettronico inferno sonoro gestito con chitarre, fiati e tastiere non utilizzati in fase d’incisione del disco, “Separator” e la malinconica “Codex”, vicina ai Radiohead più tradizionali, c’è spazio per due canzoni inedite:  “Staircase” e “The Daily Mail”, i cui accordi iniziali, suonati al pianoforte, risentono di una forte influenza “lennoniana”. Il concerto termina con “Give up the ghost”, ballad folk accompagnata da un cinguettio di uccelli campionato al computer e dai loop armonizzati della voce di Thom. Per i fan la vera chicca del programma sta nelle riprese di backstage che immortalano i musicisti e gli operatori in fase di allestimento tra una canzone e l’altra. Ricordiamo, infine, le ottime le luci di Daniel Landin, capaci di ricreare un ambiente sotterraneo immerso nella penombra, e il montaggio di Vern Moen, fatto di accostamenti funzionali alla musica tra piani ravvicinati sui dettagli e figure intere. Ancora una volta i Radiohead sorprendono e divertono. La loro continua ricerca espressiva procede a gonfie vele, tra musica, elettronica e video.

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